Gli abruzzesi non vogliono pagare le tasse A causa dei disastri provocati dal terremoto del 6 aprile 2009, gli aquilani e gli altri abitanti delle zone terremotate non vogliono pagare le tasse per l’anno 2009. Ieri i cittadini abruzzesi sono scesi in piazza a Roma davanti palazzo Grazioli, residenza del presidente del Consiglio.
Priorità dei cittadini in rivolta era protestare nei confronti del governo attuale che non si è preso sufficientemente cura della questione Abruzzo. Non è bastato dunque ricostruire, in tempi record, moderne abitazioni antisismiche da regalare alla cittadinanza senzatetto. Ben più complesso è il problema del riassetto del territorio. E’ sceso in campo anche il sindaco dell’Aquila per far pesare la noncuranza del governo Berlusconi riguardante il complesso problema della ricostruzione del territorio dissestato. In un periodo di crisi economica mondiale è però ipotizzabile che il governo si disinteressi della risoluzione di problemi di una ricostruzione molto costosa.
Risolto infatti il problema di ridare la residenza ai senza tetto rimane di secondaria importanza risolvere il problema della staticità delle strutture e ridare le vecchie sembianze alle architetture danneggiate. E’ dunque leggittimo che la cittadinanza abruzzese, colpita anche nelle attività produttive chieda in qualche modo che le tasse per l’anno della sciagura vengano azzerate, o per lo meno vengano dilazionate in un periodo di tempo di 10 anni.






