La legge “bavaglio” vieta di pubblicare articoli e notizie su processi in corso e le intercettazioni telefoniche sui media. E’ una legge promossa e fortemente sostenuta dal tutto il centrodestra al governo, con particolare riferimento al Pdl di Silvio Berlusconi.
Notoriamente pubblicare le intercettazioni telefoniche, o comunque gli intrighi di potere, è di grande fastidio e nocumento per chi sta al governo, specialmente se ha qualche cosa da nascondere.
Per il momento il ddl sulle intercettazioni resta fermo alla Camera, in Commissione Giustizia. Per ora niente Aula perché la Presidente della Commissione, Giulia Buongiorno, ha autorizzato una nuova serie di audizioni sulla costituzionalità della legge. Audizioni ritenute superflue per il capogruppo del Pdl alla Camera Enrico Costa, mentre sono ritenute necessarie per l’opposizione della sinistra che aveva richiesto un approfondimento del testo uscito dal Senato col voto di fiducia.
La presidente Buongiorno conta di effettuare la prima fase delle consultazioni entro giovedì. Tre giorni per sentire il Procuratore Antimafia, Piero Grasso, il Procuratore Capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, il professor Glauco Giostra, ordinario di procedura penale alla Sapienza di Roma; insieme a loro anche i rappresentanti dell’ A.N.M., del consiglio nazionale forense, della Federazione Nazionale della Stampa e degli Autori.
Una decisione, quella di aprire nuove audizioni, che incrina ancora di più il rapporto interno tra finiani, che le esortano,e i berlusconiani che non le vogliono. Ma l’esortazione del Presidente della Repubblica è quella di approvare con la massima priorità tra i vari decreti legge, la manovra finanziaria entro la fine di luglio, ultima data utile per convertire in legge il decreto.
Per le intercettazioni, che stanno tanto a cuore a Berlusconi, non è il momento; perché la legge sulle intercettazioni alimenta lo scontro in Parlamento, manda in corto circuito il rapporto tra i partiti. E’ bene che si aspettino tempi di una politica di governo più tranquilla. Dunque i tempi per varare la manovra finanziaria sono assai stretti e della massima priorità.
La legge economica risolve i problemi di ordine organizzativo funzionale della collettività. Tra le varie priorità c’è quella di bloccare l’aumento del debito pubblico e avviarne la riduzione con conseguente rilancio dell’economia.
Il presidente Napolitano definisce la legge finanziaria: “Un provvedimento grandemente impegnativo, di inedita ampiezza e minuziosità” per uscire dalla crisi economica che ha avuto in questi ultimi tempi proporzioni mondiali.






